lunedì 3 novembre 2014

ADAMELLO PARETE NORD: HELLO WOMEN OF MY DREAMS


Tornati da poco dall'ultima spettacolare trasferta (della quale non ho ancora avuto tempo di preparare il resoconto dettagliato ma che prometto di pubblicare il più presto possibile!) ci ritroviamo nel bel mezzo di un'anticiclone che ci regala belle giornate a ripetizione, e come se non bastasse le condizioni di pareti nord e goulottes in generale sono a dir poco ottime!....Sul Bianco si sente parlare di inee formate e mai salite fino ad oggi a memoria d'uomo, robe da matti!.....a noi non restava altro che mettere le picche in macchina e scegliere la destinazione!
Ovviamente le goulottes del bianco sono una bella tentazione ma la quantità di report e foto che piovono da ogni profilo facebook fanno presagire la possibilità di ritrovarsi facilmete in condizioni di "sovraffollamento"....Optiamo quindi per una parete un po' più remota e di accesso meno immediato, sperando che le folle non arrivino fin lì: la  nord dell'Adamello. Sull'Adamello ero stato solo con gli sci durante la scorsa stagione invernale e già in quell'occasione avevo dato un'occhiata alla bella parete nord che subito mi aveva attirato. Presto fatto si forma subito una bella squadra: ovviamente l'immancabile Lorenz e poi anche Bac che si unisce a noi in trasferta speciale da Torino a Lecco. Per un attimo rischiano di unirsi anche il Gelmets e Ale ma alla fine gli impegni di lavoro reciproci ci impediscono di combinare lo stesso giorno di partenza: poco male, la super cordata è rinviata alla prossima occasione!!
La via che scegliamo è quella Hello Woman of My Dreams, senz'altro una delle più belle della parete, linea logica e diretta aperta da Andrea Mutti in solitaria nel 1989, abbiamo info positive aulle condizioni e quindi partiamo fiduciosi. Partenza nel primo pomeriggio da Lecco dopo aver recuperato Bac: ci ritroviamo con Lorenz a Temù e con le ultime luci del giono ci mettiamo in marcia per le tre ore di salita al rifugio Garibaldi, dove arriveremo giusto per cena e con un gran appetito....per fortuna c'è Bac con i suoi tortellini che ci saziano a dovere!
L'indomani alle quattro e mezza lascimo il rifugio e in un paio d'ore riusciamo facilmente a raggiungere l'attacco della via aggirando il ghiacciaio sul lato sinistro. Parto io davanti, senza troppe difficoltà saliamo veloci la prima parte della via dove la linea è abbastanza evidente: si alternano pendii a 50-60° dove si viaggia bene in conserva a  tratti più impegnativi che si superano facendo qualche tiro di corda; le difficoltà non sono mai estreme e grazie alle condizioni attuali tutti i tiri sono sempre piacevoli e divertenti. Nella parte alta della parete cedo il comando a Lorenz che superato un breve tratto con un bel "placage" fine e tecnico, attacca la "headwall" dove ci sono gli ultimi tiri di misto che ci separano dalla cima. Attacchiamo questa sezione nel diedro dove ci sono i pochi chiodi indicati dalla relazione per poi spostarci un po' troppo a sinistra: ci accorgiamo di essere un po' fuori linea e perdiamo un po' di tempo in un traverso non proprio semplicissimo per andare a riprendere la rampa che porta alla cornice sommitale.....sbuchiamo al sole a pochi metri dalla campana, una vera goduria!!
La discesa è poi ben tracciata e anch'essa in ottime condizioni: dal colle degli inglesi scendiamo lungo il canale senza bisogno di fare nessuna doppia e in un paio d'ore siamo di nuovo al Garibaldi....arriveremo alla macchina che già ha fatto buoio, ma in perfetto orario per aperitivo e meritata pizza!


Sui pendii iniziali



Thin ice....

Bac si muove leggero sul ghiaccio sottile

Verso la Headwall
 
Un po' di thè??


In traverso verso l'ucita


Lorenz alla ricerca della via d'uscita
 
Selfie di vetta

Arrivo al colle degli inglesi

Discesa nel canale dal colle degli inglesi

Il sottoscritto e la nord

Tracciato della via



venerdì 10 ottobre 2014

CAMMINANDO - Wendenstöcke - Reissend Nöllen

Dopo un'estate disastrosa questo inizio di autunno ci riserva finalmente dei bei periodi di alta pressione con temperature  "godibili"....è quindi d'obbligo una puntatina in Wenden dove le condizioni per scalare sono veramente perfette!!
Complice la relativa vicinanza, anche questa volta ci facciamo tentare per una toccata e fuga in giornata....ragion per cui io avrei preferito fare una via magari un po' impegnativa nel grado ma comunque abbastanza breve, dato che i kilometri da Lecco non sono  pochissimi e che di conseguenza l'ora di partenza dal parcheggio difficilmente può essere di quelle adeguate a un vione lungo.....Con quest'idea in testa mi trovo a partire su Camminando: forse la via più lunga del Wenden, 17 tiri per 500mt di sviluppo!! Come si dice in questi casi?...Bisogna sempre fare i conti con l'oste :-)!!
Nonostante tutto con un Mago in gran forma riusciamo a sbucare in cima al  Reissend Nöllen per le cinque del pomeriggio, in perfetto orario per fare le doppie con la luce e accendere le frontali solo sul sentiero verso la macchina. A parte questi dettagli logistici la via è davvero molto bella, mai estrema ma ben sostenuta nel grado nella parte centrale per poi mollare un po' nella parte alta, dove anche la roccia cambia e diventa un po' meno compatta (un paio di tiri in un diedro "dolomitico" non ci sono piaciuti gran che: dato che siamo in Wenden possiamo parlare qui di "roccia friabie"....però se lo stesso diedro fosse in dolomiti parleremmo di "roccia da buona a ottima"....a buon intenditore....). Io poi mi sono anche concesso un bel volo sul tiro chiave dove ero partito bello deciso per la onsight ma un cattivo posizionamento mi ha fatto pioppare giù proprio con un bel pollastro: cose che succedono, di polli è pieno il mondo ;-)!!
In definitiva bella via in ambiente super e ottima compagnia, come direbbero gli anglofoni: a really nice day out!!

Avvicinamento al  Reissend Nöllen




La parete

Mago in azione

Il sottoscritto con magliette scelte per non dare nell'occhio (foto by Stefano Mago)



Mago sul diedro di roccia non proprio perfetta....



Panorama dalla vetta

giovedì 4 settembre 2014

GRANDES JORASSES NORTH FACE - VIA COLTON MACINTYRE (EPILOGO!)

Dopo l'ultima disavventura sulla parete nord delle Jorasses ci eravamo riproposti di non intestardirci e di ritornare qui solo nel caso in cui le condizioni fossero realmente favorevoli....e ironicamente alla fine di quest'estate bizzarra, dopo un paio di mesi di freddo e precipitaizoni continue, la parete si ritrova in condizioni eccezionali, con tutte le linee perfettamente formate!....Io e Lorenz non possiamo far finta di niente dopo aver letto delle prime ripetizioni della Colton MacIntyre e così dopo il Pesce, nonostante l'incombere del modulo roccia, decidiamo di far riposare le scarpette e riaffilare picche e ramponi: alla prima finestra di bel tempo si va!
L'occasione non tarda ad arrivare e così ci ritroviamo per la quarta volta a preparare gli zaini al parcheggio di Planpincieux ammirando le Jorasses e la lunga discesa della normale italiana. Questa volta decidiamo di lasciare le macchine in italia e di tentare di passare il tunnel in autostop evitando così i 4 passaggi che sarebbero necessari per portare una macchina a Chamonix e per andare a recuperarla il giorno dopo. Siamo anche fortunati e dopo esserci fatti deridere da diversi automobilisti e camionisti, un ragazzo decide di fermarsi e farci il gran favore di protarci fino a Chamonix. Qui prendiamo il trenino dei Montenvers e cominciamo la salita per il rifugio del Leschaux dove arriveremo nel tardo pomeriggio e dove troveremo il "pienone", inevitabile dato il bel tempo e le condizioni della parete.


Le Jorasses sbucano tra le nuvole mentre arriviamo al Leschaux

Ultimi metri mentre la zuppa del rifugio ci aspetta!

La parete nord delle Jorasses al tramonto ha il suo perchè!

A mezzanotte siamo tutti già in piedi a far colazione e, da non crederci, ci sono una decina di cordate dirette alla Colton Mac Intyre!!!!....in condizioni normali con un tale affollamento su una via avremmo cambiato itinerario ma qui si tratta della Colton e  non possiamo farci scappare l'occasione: così partiamo di corsa in modo da essere tra i primi ad attaccare la parete. L'avvicinamento fila via liscio e come al solito i primi problemi arrivano al passaggio dell'immensa terminale: proviamo a passare a destra ma qui è molto più dura di quando eravamo passati due mesi fa, decidiamo allora di fare un tentativo al centro dove già gli altri ci avevano anticipato: anche qui però una muraglia ghiacciata ci sbarra la strada e dove sembra più facile c'è già la coda al nostro arrivo.....sappiamo bene che perdere troppo tempo qui potrebbe significare giocarsi la via e che avere troppa gente davanti significa prendersi blocchi in testa per tutto il giorno: decido allora di fare un tentativo un po' più a sinistra e mi sparo un bel tiro su ghiaccio leggermente strapiombante, molto fisico ma almeno è ghiaccio,non nevaccia inconsistente!..Le picche tengono bene e con qualche pompata di braccia mi ritrovo fuori dalla terminale dove faccio sosta vicino alla prima cordata uscita da parte a noi: recupero Lorenz e siamo in pole position verso la Colton!! Saliamo veloci il pendio sopra di noi che questa volta è in neve e i polpacci soffrono molto meno rispetto al nostro ultimo tentativo; arrivati alla goulotte mediana non perdiamo tempo e la saliamo facendo un paio di tiri nel tratto più ripido e poi via di conserva lunga fino al tiro chiave che questa volta è formato, eccome se è formato!!... Prima che Lorenz parta sul tiro guardiamo l'orologio: sono le 8 di mattina e siamo già qui!!


Risalendo il primo pendio verso la goulotte centrale

 Lorenz parte sul tiro che in queste condizioni si rivela davvero bello e tecnico, un vero piacere da scalare, senza essere mai estremo. Mentre lui sale io guardo alla mia destra e vedo la goulotte della variante Alexis che in queste condizioni sembra quasi innocua, ma ripensando a quando l'avevo salita solo un paio di mesi fa (vedi episodi precedenti) mi vengono ancora i brividi!


Il tiro chiave in super forma....da solo vale il viaggio fin qui!


La variante Alexis alla nostra destra

Superato questo tratto ripartiamo ancora in conserva per attraversare l'ultimo icefield della parte superiore della via. Arriviamo alla headwall e qui seguiamo la goulotte di "extreme dream", anche questa ben formata. Prima che la goulotte termini in un diedro poco consigliabile tagliamo a sinistra e con un tiro in traverso  arriviamo allo sperone Walker; da qui seguiamo il filo dello sperone ancora per un centnaio di metri fino ad arrivare in cima: dopo l'esultanza, le strette di mano e gli abbracci guardiamo ancora l'orologio e increduli leggiamo sul display 3 p.m., davero meglio di ogni più rosea previsione!!


L'icefield della parte superiore
Sulla goulotte "extreme dream"
Finalmente lo sperone Walker!

Ultimi tiri verso la vetta

Cumbre!!

Per me è la seconda volta negli ultimi due anni in cima alla punta Walker delle Grandes Jorasses ma mettere i piedi su questa cima è sempre qualcosa di speciale: tutta la fatica della salita si dissolve nella bellezza del paesaggio e passare dall'obra della parete nord al sole e al caldo dell'altro versante è come rinascere. Di sicuro questa salita è stata tecnicamene meno difficile, meno lunga e meno famosa della nord dell'Eiger ma considerando le difficoltà per l'accesso e la discesa ne fanno secondo me una salita dal sapore ancora più selvaggio....la storia poi che noi abbiamo avuto con questa parete forse rende il mio parere un po' di parte...di sicuro qui ho imparato molto (anche a mie spese) sulla montagna, sulle condizioni, sulle scelte da fare e le loro conseguenze....detto questo qui restano ancora tante linee da scoprire e esplorare con cui misurarsi e imparare!
 Dicevo prima della discesa: eh sì, perchè dopo la cima bisogna anche scendere e solo chi l'ha fatta sa quanto questa sia lunga e sfiancante: Rocher Whymper, Rocher du Reposoir, il ghiacciaio, il Boccalatte e infine il sentiero che scende a Planpincieux che sembra non finire mai.....a mezzanotte arriviamo alla macchina, dove completiamo la nostra "24 hours non-stop"! Troppo stanchi per cercare un bar aperto ci buttiamo in macchina per dormire qualche ora prima di metterci al volante verso casa, i festeggiamenti sono solo rinviati a momenti di maggiore lucidità mentale!!







lunedì 25 agosto 2014

MARMOLADA PARETE SUD - VIA ATTRAVERSO IL PESCE

Un'estata davvero difficile quella del 2014: per tutto luglio e agosto non facciamo altro che prendere acqua, neve e bufere varie....e per la nota legge di Murphy durante i pochi giorni di sole disponibili si è costretti a lavorare! Pareti e falesie sono mediamente agnate fradice e quindi non resta che cercare posti a sud che asciugano in fretta.....e cosa ci meglio delle belle placche della sud della Marmolada? E' già da un po' che Lorenz ha in mente di andare a fare il pesce e ai primi due giorni di bello (e probabilmente anche gli unici del mese di agosto) decidiamo di provare.
Finalmente arriva la piccola finestra di sole che aspettavamo: ben due giorni di bello prima del ritorno degli acquazzoni! Decidiamo saggiamente di lasciare il primo giorno di sole per permettere alla parete di asciugare per bene e di attaccare la via il solo il secondo giorno scegliendo l'opzione di salire in giornata e di calarci dalla cengia al termine delle difficoltà. Ovviamennte la salita fino in cima avrebbe tutto un'altro sapore ma i camini in uscita dalla via sono tutti fradici e la perturbazione che incalza non ci lascia un giorno in più per bivaccare in cengia e uscire in cima, quindi si opta per la salita veloce e leggera con discesa in giornata!
Alla fine si aggregano anche Bac e Andre: siamo quindi in 4 divisi in due cordate. 
La mattina forse oziamo un po' troppo e attacchiamo la via che ormai sono le sette: cerchiamo di recuperare il tempo perso andando il più veloce possibile sui tiri facili inziali ma correre è difficile quando non si conosce la via e il materiale in loco (a parte le soste) è praticamente insesistente! Per fortuna la relazione dettagliata di Luca Leoni scaricata da internet ci aiuta ad andare sicuri senza mai perdere la retta via. Verso le tre del pomeriggio arriviamo al tiro del diedro svaso e già da un po' ci eravamo resi conto che l'ingaggio qui non è affatto da sottovalutare e che la valutaizone "R4" nonchè la fama della via sono del tutto meritati! Lorenz parte sul questo mitico nonchè fotografatissimo tiro e passa sul tratto chiave tirando un solo cliff, ritenendo saggiamente che il volo sul cordino marcio del tricam incastrato che protegge questo tratto non sia del tutto consigliabile: io da secondo riesco a scalare l'intero tiro in libera e ne confermo la bellezza dei passaggi tecnici e di precisione su roccia spettacolare! Poi tocca a me il tiro per arrivare nella nicchia del Pesce: anche qui un cliff mi aiuta a superare in sicurezza un passaggio abbastanza cattivo di dita e con un bel "runout" su difficoltà contenute ma non banali (sul 6b) arrivo nel cuore della mitica nicchia a forma di pesce. Bac e Andre nel frattempo seguono aiutati dalle nostre "dritte" ma decidono di calarsi dalla nicchia per non fare tardi all' happy hour.....Io e Lorenz invece decidiamo di continuare dato che in noi la cultura dell'happy hour non è così radicata come nei cuneesi!
I primi due tiri dopo la nicchia si rivelano entrambi molto ostici (la relazione li definisce a ragione il tiro più duro e il tiro chiave della via): Lorenz passa sul tiro più duro grazie a delle belle ragliate e a un cliff provvidenziale e idem faccio io sul tiro chiave! Felici di aver passato la sezione più dura della via ci avviamo fiduciosi verso la cengia ma il tiro del pendolo ci impegnerà ancora non poco (forse anche per la stanchezza) prima di uscire dalle vere difficoltà. Cominciamo le doppie che ormai è buio e arriveremo alla macchina solo all'una di notte. 
Ci riteniamo davvero fortunati di essere riusciti a fare una via di tale bellezza e impegno: ovviamente la salita in libera e a vista sarebbe è un'impresa di tutt'altro valore ma pensando che il primo di cordata ha utilizzato un solo cliff per azzerare 4 passaggi in tutto e che il secondo di cordata ha sempre scalato in libera, ritengo che non sia andata poi tanto male...per me poi che ero all'esordio in Marmolada è stata davvero una "super experience" e la voglia di tornarci per conoscere anche le altre linee è ora davvero tanta!

All'alba verso l'attacco della via

Sui primi tiri
Quando arriva il nebbione non fa caldissimo!
Andrea Prette in azione sulle placche del pesce
Bac alias Enrico Turnaturi ci segue!
Lorenz sul bellissimo tiro del diedro svaso
Il tiro del diedro svaso visto dall'alto

Lorenz arriva emozionato nella nicchia del pesce!
Sugli ultimi tiri verso la cengia

martedì 24 giugno 2014

GRAND CAPUCIN: VIA BONATTI

Con Mago Ricky e Max decidiamo di approfittare del week end di bel tempo per una bella dose di granito sul Monte Bianco: destinazione quindi i satelliti!....Il meteo promette sole fino a domenica sera e noi partiamo con la prima funivia di sabato con tanto di tende e materiale da bivacco in previsione di fermarci a dormire alla base del Cap sabato sera. 
Sabato arriviamo all'attacco abbastanza tardi e sulla parete c'è già ressa!...La via degli Svizzeri è a dir poco intasata e quindi decidiamo di optare per la Bonatti, via che io personalmente avevo già fatto ma che tutti gli altri ci tengono a fare, quindi mi adatto sapendo che comunque una via al Capucin è sempre una via al Capucin, anche se già fatta! 
Partiamo facendo il giro dalle cenge e atacchiamo la via che ormai è mezzogiorno: la giornata sarà lunga!! Facciamo due cordate: io con Rick e Mago con Max. Parto sul primo tiro e indovina chi ti trovo in sosta?....Sonnie Trotter!!....Faccio finta di niente e comincio a scambiare due parole: da dove venite? (come se non lo sapessi!!) Vi piace qui? Qanti giorni vi fermate?....Poi arriva in sosta anche il suo socio: Tommy Caldwell!!!...no comment!
Noi continuiamo a sinistra sulla Bonatti mentre loro partono a destra sulla Voie Petit....Qualche tiro dopo io sono ancora in sosta e pochi metri alla mia destra mi vedo il buon Tommy impegnato sul tetto di 8b della loro via: spettacolo!!....Mi aggiungo ai vari "C'MON!!!" che arrivano dal basso e lui quasi riesce a passare a vista....poi si studia il passo come io farei su un tiretto in falesia....tra me e me penso che solo questa scena è valsa il viaggio fino qui oggi!
Poi perdiamo di vista il team americano e continuiamo per la nostra via: il tiro di 7b è fradicio ma si passa in A0, riusciamo a superare una cordata di francesi che definirli cadaveri è poco, in cima io mi infilo su per una fessura che ci avrebbe portato fuori via ma riesco a rimediare all'errore, poi su il più veloce possibile perchè le ore di luce scarseggiano....alla fine per le 8 di sera sbuchiamo in cima al Capucin....Mago e Max invece rinunciano verso metà: preferiscono prendersela con calma oggi. Verso le 10 posiamo i piedi di nuovo alla base del Grand Cap, praticamente insieme al team americano e io continuo a fare lo sbruffone  :"Hey guys!! Did you enjoy?...." In breve dopo una buona zuppa ci infiliamo nei nostri sacchi a pelo: di notte sentiamo i francesi che avevamo superato passare vicino le nostre tende (sono le 3 di mattina: per fortuna che siamo riusciti a superarli!!). Il giorno dopo scopriamo che anche nel 2014 le previsioni possono toppare alla grande : nevica e tira vento, non ci resta che fare i bagagli e tornare a casa!

Ricky sui primi tiri

Tommy Caldwell sbuca dal tetto!!



Ancora Tommy Caldwell in azione sulla Voie Petit- Dente del Gigante e Jorasses sullo sfondo



Fine della sezione dura per Tommy Caldwell



Il tiro di 7b in versione cascata
Taurina sulla via verso la cima del Cap
Si vede la fine!
Ultimo tiro
Tramonto sull'Aiguille Vert dalla cima del Grand Capucin


martedì 17 giugno 2014

GRANDES JORASSES NORTH FACE - COLTON MACINTYRE - 3°EPISODIO


Sì, ancora una volta ci ritroviamo alla base di questa spettacolare parete per tentare la Colton McIntyre che già mi costò una bella distorsione non così tanto tempo fa....la caviglia fa quasi male man mano che ci avviciniamo alla parete: non so se per suggestione o cosa ma forse le Jorasses vogliono dirci che non è ancora il momento giusto....io faccio finta di non sentire e ci addormentiamo fiduciosi all'invernale del Leschaux prima che la svegli suoni a mezzanotte.
Questa volta con noi (io e Lorenz) c'è anche Bac, una new entry nel team jorasses, Ale ha preferito fare altro. Arriviamo alle 3 del mattino alla terminale che dall'ulitmo tentativo non è cambiata, è sempre immensa:  questa volta però passiamo vicino alle rocce di destra e, anche se con qualche brivido e qualche ricordo nefasto, ci ritroviamo sul pendio iniziale della Colton!  
Fa caldo, ma almeno il ghiaccio è morbido e le picche fanno bene il loro lavoro, solo i polpacci soffrono appena la neve lascia il posto al ghiaccio nero....Saliamo bene alternandoci al comando e all'ora in cui la gente normale si sta probabilmente degustando un buon cappuccino in terrazza dopo una notte di meritato riposo, noi stiamo uscendo dalla goulotte centrale che da' l'accesso al tiro chiave della via. Qui arriva un altro avvertimento: fino ad ora intorno a noi non si è mosso nulla, nonostante il caldo la parete sembra ibernata; improvvisamente però, un piccolo sasso proveniente da chissà dove lassù scende veloce verso di noi e colpisce Bac in pieno sul casco mandandolo in frantumi: io e Lorenz assistiamo increduli ai pezzettini aracioni del casco di Bac che ci passano accanto. Fortunatamente Bac non ha nessuna conseguenza, a parte l'esperienza poco piacevole. Pensiamo comunque che nella sfortuna siamo stati fortunati: se il sasso avesso colpito Bac in qualsiasi altro posto al difuori del casco avrebbe senz'altro avuto conseguenze molto peggiori! Decidiamo comunque di continuare verso il tiro chiave: sappiamo bene che una volta superato questo tiro ci si sarebbe aperta la parte alta della parete e la via verso la cima. Questa parte della via però è davvero secca: il tiro classico è inesistente mentre la variante Alexis è veramente DRY!!...Decido di partire io. Il tiro è molto precario, poco ghiaccio, agganci davvero minimi per le picozze e con poche possibilità di proteggersi. Ci fossimo trovati su qualsiasi altra via penso che non ci avrei neanche provato a passare, ma qui un tentativo dovevo farlo: mi ingaggio in un paio di runouts su passaggi davvero aleatori e su protezioni altrettanto aleatorie, di sicuro il tiro più psicologico che abbia mai fatto fin ora,  ma alla fine, dopo un'ora di lotta e senza tanto sapere come, mi ritrovo in cima alle difficoltà!! So cosa significa e so che da adesso la cima è davvero più vicina!...Sono indeciso se fare sosta subito o se salire ancora qualche metro per vedere se c'è un posto più comodo....decido di salire ancora qualche metro: muovendomi tocco qualcosa, sono su ghiaccio ma forse un piede urta il bordo della goulotte, o forse un blocco di ghiaccio staccato dalle picche va a urtare qualcosa, non lo so davvero ma sento gridare sotto di me, mi giro e vedo Lorenz e Bac travolti da una specie di "microonde" che in qualche modo sono stato io a far cadere.....Lorenz grida dolorante, Bac sembra andare meglio, temo il peggio....mi fermo su una buona vite e cerco di capire come stanno: Lorenz è stato preso su un piede,  Bac su una mano.... Aspetto qualche minuto per lasciare che la botta passi e vedere come reagiscono: la mano di Bac si gonfia e fatica a muoverla, il piede di Lorenz sembra andare meglio, può appoggiarlo e muoverlo....Comincio subito a preparae un abalkov per scendere da loro e recuperare il materiale sul tiro: questo per me è l'ultimo avviso della montagna, inutile intestardirsi!...L'elisoccorso della Gendarmerie di Chamonix ci recuperarà nel giro di 10 minuti dopo aver ricevuto la nostra chiamata e in men che non si dica ci ritroviamo nel piazzale della loro base dove un dottore visita Lorenz e Bac: a detta sua sembrano due grosse botte senza eccessive conseguenze ma solo una radiografia potrà individuare eventuali microfratture....Alla fine entrambi se la caveranno con una settimana di riposo (niente di rotto) e il sottoscritto tirerà un gran sospiro di sollievo....mentre le Jorasses probabilmente stanno sghignazzando beffarde!

La parete vista dal rifugio Leschaux (foto by Enrico Turnaturi)

Bac segue sul primo pendio
Lorenz verso la goulotte centrale

Bac sulla goulotte centrale

Bac sull'uscita della goulotte...appena prima di frantumare il casco!

Il sottoscritto sulla variante Alexis in condizioni very dry! (foto by Enrico Turnaturi)