mercoledì 11 dicembre 2013

PAESAGGI DELLA VALTOURNENCHE....

Quest'ultimo week end, nonostante l'alta pressione persistente sulle alpi, decido di passarlo in relax con la famiglia nella tranquilla Valtournenche...Ci scappano però un paio di "pellate" all'alba prima che i bambini siano svegli e pubblico qualche immagine rappresentativa di colori e luoghi di una bellezza unica....buona vita!

Grandes Mourailles di buon mattino


Gobba di Rolin vista dal colle delle Cime Bianche


Alba su Tersiva e Gran Paradiso


Alba sulla Grivola


Alba su Punta Tzan, Dome des Tzan e Cime di Balanselmo


Alba su Chateau des Dames er Mont Blanc du Creton


Bec Carrè con Roisette sullo sfondo


Ahhh, il sole!!


Il bob conciglia il sonno della piccola Elisa

sabato 30 novembre 2013

AIGUILLE DES PELERINS: REBUFFAT TERRAY + BEYOND GOOD AND EVIL

Questa fine di autunno dopo un periodo di tempo veramente da lupi ci sta finalmente riservando qualche giorno di alta pressione con temperature già invernali e la voglia di ghiaccio è sempre più forte...E' già da un po' che si parla dell'Aiguille des Pelerins e questo ultimo week end di novembre sembra proprio l'ideale!
Con Lorenz decidiamo di fermarci due notti al rifugio del Plan de l'Aiguille per fare l'accoppiata delle due goulottes più gettonate della zona: la Rebouffat-Terray e Beyond Good and Evil.
A noi si aggrega anche Julien, che si trova in visita alla famiglia di Tortona e che non vedo più ormai dai tempi della De Amicis sul Cervino (quindi dall'estate del 2012...)....ma le voci si spargono in fretta e alla fine alla partenza del trenino dei Montenvers a Chamonix siamo in 6: si sono aggregati anche Mauro, Ale e Pippo!
Partiamo a pomeriggio già inoltrato e arriviamo al rifugio del Plan de l'Aiguille alla luce delle frontali ravanando un po' per battere traccia: Pippo è quello che soffre di più a causa di una ciaspola rotta che l'obbligherà a rinunciare alla gita del giorno dopo (amara trasferta per lui). Comunque non perdiamo tempo a far scaldare quantità industriali di thè e zuppe che in poco tempo ci mettono di buon umore!

 Aiguilles de Chamonix in veste prettamente invernale

Mauro con le ciaspole ha il suo perchè...

Tramonto sull'Aiguille du Midi

Ultime luci andando verso il rifugio

Tramonto sulla valle di Chamonix


Good Night Camonix!


La mattina dopo sveglia alle 3.30, colazione e via verso l'Aiguille des Pelerins!...La traccia non c'è e il ravanaggio si fa sempre più duro: l'attacco sembra lontano anni luce e ci arriviamo solo alle 8.30! Visto l'orario già abbastanza inoltrato decidiamo di partire sulla Rebouffat-Terray dove sappiamo di poterci calare in qualsiasi momento nel caso si faccia troppo tardi. Io, Lorenz e Julien facciamo la prima cordata e dietro seguono Mauro e Ale (che si caleranno prima di noi perchè dovranno rientrare in serata a casa). 
La prima parte della via scorre via semplice e si pedala in tre a corda tesa....Poi arrivano delle sezioni con tiri di ghiaccio/misto molto belli: un piacere da scalare!...Nonostante si faccia tardi ci stiamo divertendo e decidiamo di arrivare fino in cima alla goulotte superando anche l'ultimo tiro che in effetti è il più duro della via ma a mio avviso anche il più bello (con le condizioni attuali ovviamente): pura goduria di ghiaccio fine!
Prima che si faccia buio buttiamo giù le doppie e come da copione arriviamo al rifugio alla luce delle frontali...

 Sui primi pendii facili della Rebuffat-Terray

Cominciamo a fare sul serio... 


Julien segue nella parte alta della Rebuffat-Terray


Lorenz in apertura sull'ultimo tiro duro della Rebuffat-Terray


 Al caldo del rifugio troviamo la guida Enrico con cliente che l'indomani faranno la stessa via. Siamo un po' stanchi ma il tepore del rifugio e un pasto caldo ci rimettono in sesto per l'indomani quando la sveglia suona ancora alle 3.30!! Julien soffre di freddo ai piedi e preferisce non rischiare, per cui se ne resta al caldo nel sacco a pelo. Enrico quando mi vede uscire dal dormitorio mi chiede quasi incredulo: "ma fate colazione adesso?"...Forse avendomi visto andare a letto tardino non pensava riuscissimo a rimetterci in piedi così in fretta!
Appena partiti dal rifugio troviamo un forte vento che durante la notte ha già cancelato le nostre tracce del giorno prima: bene! Per fortuna Enrico e cliente ci precedono e quindi l'avvicinamento è meno duro del previsto: alle prime luci attacchiamo la mitica Beyond! I primi due tiri su misto delicato sono da sballo e dopo una sezione più facile arriviamo al diedro chiave della via: i primi 10 metri sono senza ghiaccio e quindi ci costringono a un tratto in artificiale abbastanza faticoso.... La parte successiva del diedro però è a dir poco fantastica e il tiro da 60 mt protetto con 4 viti un paio di friends e un chiodo diventa un gran bel viaggio che da solo merita la trasferta!!
Usciti dalle difficoltà ci caliamo dato che il rientro fino a casa sarà lungo e non vogliamo arrivare troppo tardi. La lunga discesa fino a Chamonix nella neve alta e con gli zaino pesanti è tutt'altro che divertente ma quattro risate davanti a una birra e alla mega pizza della pizzeria Tunnel di Courmayeur ci faranno dimenticare tutte le fatiche!

Lorenz sul pendio verso l'attacco: l'evidente diedro di Beyond appena sopra di lui!

La prima parte del diedro un po' "secca"


Lorenz segue nella parte alta del diedro: qui passaggi ah-ah per lui!

Ombre sulla via del ritorno verso casa!


martedì 29 ottobre 2013

CERVINO (MATTERHORN) PARETE NORD

E' da tempo che sento il richiamo della parete nord del Cervino ma ogni volta vuoi per le condizioni poco favorevoli, vuoi per il meteo poco collaborativo, vuoi per la mancanza di un socio all'altezza della cosa ho sempre dovuto rimandare. Finalmente però questo autunno piovoso (e nevoso) ci concede qualche giorno di alta pressione e non mi ci vuole molto a convincere Lorenz (appena tornato dal suo Yosemite trip) ad imbarcarsi nell'avventura. Così detto fatto, in un venerdì di fine ottobre ci ritroviamo sulla Milano-Varese e prendiamo la direzione della Svizzera alla volta di Zermatt. Il viaggio è lungo ma riusciamo ad arrivare per le 16 alla partenza della funivia. Purtroppo però la nostra corsa contro il tempo non serve a gran che: la funivia per lo Schwarzsee è chiusa al pubblico causa lavori e quindi ci tocca partire a piedi dal Furi: se aggiungiamo a questo il fatto che il locale invernale dell'Hornli è chiuso (sempre per lavori, che però non sono neanche iniziati, robe svizzere incomprensibili) e che quindi abbiamo sulle spalle anche tenda, sacco a pelo e tutto il materiale da bivacco, non siamo proprio contenti di farci un migliaio di metri in più di dislivello! Comunque ci armiamo di buona volontà e partiamo alla volta dell'Hornli! L'avvicinamento è lungo ma molto suggestivoe la nord del Cervino è davvero imponente sopra le nostre teste!

Gli strepitosi colori dell'autunno...
  
Quasi arrivati al rifugio ci rendiamo conto di due persone che ci precedono appena sopra di noi: pensavamo di essere soli in questo angolino di montagna ma qualcuno ha avuto la nostra stessa idea....In breve li raggiungiamo: sono italiani anche loro, di Bergamo, lui un ragazzo della nostra età e lei una ragazza di 23 anni (a lei davvero chapeau per il coraggio e la bravura!).  Anche loro hanno in programma la nostra stessa via e arriviamo insieme al rifugio che ormai è buio: montiamo le nostre tede e cominciamo a preparare la cena. In breve siamo nei nostri sacchi a pelo: l'ultima bestiata della giornata la faccio io quando cercando di staccare la bomboletta del gas dalla neve che si era ghiacciata intorno, con un colpo di picozza riesco a bucare la bomboletta e per poco non do fuoco alla tenda: per fortuna domiamo l'incendio ma restiamo senza  gas (fortunatamente la neve sciolta fino a quel momento sarà sufficiente per la colazione e per la giornata che ci aspetta!)


Lorenz sorride al tramonto prima di raggiungere l'Hornli
Personalmente le notte la passerò quasi insonne dato che verso mezzanotte si alza un forte vento che sbattendo contro la tenda riesce a fare un rumore più molesto di quello di mio figlio di 6 mesi quando si sveglia urlando...Lorenz invece sembra sopportare meglio il rumore, oppure la sua influenza latente è arrivata a tappargli pure le orecchie, difficile dire quale delle due.....

Comunque la notte è corta: alle due e mezza saltiamo fuori dai nostri sacchi a pelo e in breve siamo pronti per la nord del Cervino! Partiamo noi davanti ai nostri due compatrioti e ci facciamo una bella sfacchinata tracciando il ghiacciaio fino all'attacco della nord...Attacchiamo quindi il primo pendio dove la neve diventa subito molto dura e spesso lascia il posto al ghiaccio...Noi comunque continuiamo a salire in conserva su pendenze mai troppo elevate da richiedere dei tiri di corda e per le sette del mattino siamo in cima a questo primo tratto di parete che ci deposita a quota 3600mt con il primo terzo del dislivello ormai in tasca. A questo punto arrivano le prime luci dell'alba e sappiamo che la via da qui parte in diagonale verso destra: intravvediamo la rampa che dovremo seguire ma sebra che attraversare così basso non sia il massimo e che appena sopra di noi ci sia la possibilità di fare questo traverso con più facilità. Restiamo quindi un po' a sinistra ma le nostre previsioni si rivelano errate: attraversare questa zona di parete è estremamente delicato e poco raccomandabile. Sopra di noi notiamo comunque una linea abbastanza evidente di goulottes e tratti di misto che puntano verso la spalla della montagna. L'orario ormai avanzato ci fa optare per seguire questa linea e cercare di uscire in quella zona rinunciando alla cima. I nostri due compatrioti ci seguono sempre alle spalle. Così continuiamo dritti per dritti e qui le difficoltà aumentano: i tratti di ghiaccio non sono banali e incontriamo un paio di tiri di misto davvero impegnativi. Comunque lungo la linea troviamo qualche chiodo e addirittura una corda fissa, segno che qui qualcuno è sicuramente già passato!!

Lorenz segue nella parte alta della via, sotto si intravedono i nostri amici bergamaschi

Per le 13 sbuchiamo sulla cresta dell'Hornli e praticamente ci troviamo in pieno sole sul terrazzo della capanna Solvay a quota 4000mt! Da qui decidiamo di scendere, inutile continuare verso la cima lungo l'ultimo tratto della via normale: tra l'altro Lorenz è febbricitante e deve rientrare a casa in giornata. La discesa si rivela comunque molto impegnativa per la compessità della ricerca dell'itinerario e per la quantità di neve presente sulla cresta. Comnque anche grazie alle corde dei nostri due amici bergamaschi che torneranno utili per fare delle belle doppie nei punti più esposti della cresta, dopo 6 ore di delicata e psicologica discesa riusciamo a ragiungere nuovamente il rifugio dell'Hornli. I nostri amici decidono di fermarsi lì per una notte di riposo mentre noi alla luce delle frontali ci dirigiamo con calma verso Zermatt che raggiungeremo a notte fonda dopo una passeggiata praticamente infinita!

 In rosso la Schmidt a in verde la linea da noi seguita...



sabato 19 ottobre 2013

GOULOTTE PERROUX - TRIANGLE DE TACUL

Col buon Bac decidiamo di dare inizio a questa stagione di misto con questo week end di metà Ottobre: destinazione Mont Blanc de Tacul!
Saliamo venerdì sera con l'ultima "benne" dell'Aiguille du Midi con sci e una gran quantità di cibo: vogliamo muoverci veloci sul ghiacciaio e non farci mancar niente durante le nostre allegre serate all'abri Simon! Arrivati sul ghiacciaio lasciamo tutto il peso sotto l'Aiguille du Midi e scendiamo a dare un'occhiata alle goulottes del Tacul e le scopriamo tutte belle in forma: il manto nevoso è bello protante e le condizioni sembrano ottime (alla faccia del bureau de haute montagne di Chamonix che annunciava neve fresca da sprofondare fino alle ginocchia!!). Alla vista del Supercouloir la voglia di spicozzarci l'indomani è troppo forte e sul momento riesco anche a convincere Bac....solo per il momento purtroppo....

La bella linea del Supercouloir...

Tramonto sull'Aiguille Vert (Foto by Enrico Turnaturi

Risaliti al rifugio Bac risente di un forte dolore ad un ginocchio che gli dà noia da un po': si cerca di capire se il ginocchio può tenere una salita come il Supecouloir ma alla fine Bac decide che non se la sente di rischiare e quindi optiamo per fare qualcosa sul Triangle de Tacul dove l'avvicinamento è molto più immediato e tranquillo....Alla fine la scelta cade sulla goulotte Perroux, una bella goulotte di misto con difficoltà fino all'M5 sulla quale ci divertiamo tra dry tooling e ghiaccio finissimo. 



Passaggi su ghiaccio effimero (Foto by Enrico Turnaturi)


Poi  calandoci sulla Cheré Bac ne approfitta per fare qualche tiro su del buon ghiaccio tanto per prendere confidenza con gli "attrezzi". Scendiamo appena intempo per prendere l'ultima funivia che decidiamo di non perdere visto il meteo poco rassicurante annunciato per l'indomani. Stagione inaugurata, speriamo che porti buoni frutti!!

Tramonto sul Triangle de Tacul...

Sugli sci all'alba verso la goulotte PErroux (Foto by Enrico Turnaturi)


Bac sul traverso delicato

Dry di aderenza

 Spindrift sulla Cheré



sabato 21 settembre 2013

WENDEN: INUIT + STARS AWAY

Dopo il modulo di roccia in Dolomiti colgo l'occasione per unirmi all'allegra brigata De Capitani/Mago per una bella gionata sul fantastico calcare del Wenden. Il settore scelto è quello del Pfaffenhut e io e Mago ci cimentiamo sulla bella linea di Inuit con uscita sugli ultimi tiri di Stars Away (i locals dicono che gli ultimi 3 tiri di stars away sono più belli degli ultimi 3 di Inuit, per questo abbiamo scelto questa combinazione...). Rientro a casa in giornata per cena con la famiglia e una gran bella giornata alle spalle!

Giorgio in action


Io in action (Foto by Mago)


Io sul primo tiro di Inuit (Foto by Girogio De Capitani)


Mago in azione su Inuit (Foto by Giorgio De Capitani)


Io sulle belle placche di Inuit (Foto by Mago)





domenica 15 settembre 2013

CORSO AGA: MODULO FORMAZIONE ROCCIA - DOLOMITI

Ehh sì, eccoci qua tutti riuniti nella ridente Alleghe per il modulo di roccia di questo corso interregionale per aspiranti guide alpine....Il meteo fin da subito si annuncia poco promettente e alla fine si rivelerà un intervallarsi di sole e pioggia con temperature piuttosto bassine e nevicate fino in bassa quota...Durante i 10 giorni di formazione riusciremo comunque a fare qualche bella via classica intervallata da giornate di didattica indoor e falesia. Il clima all'interno del nostro gruppo si rivela sempre al top e tra una birra e l'altra strappiamo pure i complimenti degli istruttori: niente da dire, gran livello! Appuntamento all'anno prossimo per i vari moduli di esame dove la tensione sarà senz'altro più alta!

 Paesaggi autunnali

 I giovani in sosta

 Filo sulla Battisti-Weiss alla Pala della Ghiaccia (Catinaccio)

 Sulla via Franz, Mesules

Ric è ottimista sulla via Priz al Ciavazes

giovedì 12 settembre 2013

VIA HASSE-BRANDLER, DIRETTISSIMA ALLA CIMA GRANDE DI LAVAREDO

Proprio a ridosso del modulo di roccia previsto in dolomiti,non posso rifiutare alla proposta di Bac e Andre: la Hasse-Brandler sullla nord della Cima Grande di Lavaredo! All'inizio i vari impegni famigliari mi avevano fatto titubare un bel po' ma poi la voglia di vedere questa via aperta nel lontano 1958 (davvero estrema per l'epoca) e poi percorsa in free solo da Alex Huber, e la qualità dei compagni di cordata mi hanno fatto rompere gli indugi; quindi eccomi qua come da copione a raggiungere i miei soci in un parcheggio poco lontano da Cortina dove arriveró all'una di notte dopo 4 ore di macchina e dove dormiró le poche ore di sonno che ci concederemo nel confort totale del mio Pathfinder...
L'indomani la sveglia suona alle 4 e dopo una colazione frugale partiamo alla volta del rifugio Auronzo al cospetto delle 3 cime di Lavaredo. Sulla strada ci fermiamo a recuperare anche Pier e Mauro che hanno a loro volta di andare a fare una via dura sulla nord della Cima Ovest....in breve arriviamo al parcheggio dove lasciamo le macchina e dopo un'oretta di sentiero pianeggiante arriviamo sotto la parete nord della Cima Grande dove a causa della nebbia mattutina fatichiamo a distinguere il diedro dove attacca la via...
          L'attacco della Hasse-Brandler  (Photo by Enrico Turnaturi)

Dopo una breve discussione decidiamo che saró io a partire: sui primi 3 tiri la roccia è bella umidida a causa di non so quale tipo di condensa che ai forma qui da queste parti, comunque non sono tiri impegnativi e me la cavo con le mani un po' fredde e umide! Poi i tre tiri seguenti toccano a Bac: qui la via diventa più impegnativa ma per fortuna anche la rocci si asciuga..
             Bac da primo nella prima parte della via


              
                                             










 Bei traversi esposti(Foto by Enrico Turnaturi)




Arriviamo così al cospetto dei tre tiri di 7a che superano i diedri strapiombanti della parte centrale della parete. Qui parte Andre da primo:scala quasi in libera il primo tiro ma sui due successivi le prese totalmente feadice lo costringono a ricorrere all'artificiale...


Andre sul secondo tiro nei diedri:completamente fradicio!
(Photo by Enrico Turnaturi)


           Verticalità  (Photo by Enrico Turnaturi)

Dopo questi tre tiri impegnativi tocca a me ripartire: faccio amcora un tiro di 6c non banale e finalmente posso continuare su difficoltà più moderate verso la parte finale della via...

Bac segue nella parte alta della via.....

Toccherà poi a Bac portarci fino alla grande cengia sotto la cima della Grande di Lavaredo, quando abbiamo contato 18 tiri e 9 ore di arrampicata non-stop!...Ancora adesso faccio fatica ad immaginare qualcuno percorrere slegato una via dalla roccia tanto dubbia quanto questa,eppure qui Huber docet! Davvero tanto di cappello!

 Panorama surreale dalla cengia della Cima Grande...

Dopo le emozioni della salita ci resta ora solo la discesa per la normale, il ritorno al parcheggio e il rientro a casa con altre 4 ore di macchia lottando contro il sonno a suon di red bull....una lotta davvero dura: ma ne valeva la pena!